A mia madre
Ti rivedo,
ora,
ingrigito dagli anni
sgualcito nell'anima,
curva mentre cucivi
ed io accanto
raggomitolato come un gatto
litigavo con un pinocchio di legno.
Cantavi filastrocche antiche,
la tua voce era calda e
rallegrava l'aere
come l'incenso
il portale di una chiesa.
Com'eri bella.
Quei tuoi capelli ed occhi
erano neri
come la pece.
Un giorno, senza avviso,
silenziosamente,
canuta e stanca,
ti addormentasti
pregando ed implorando
Colui
che mi insegnasti
a conoscere ed amare,
per far si,
che alla fine dei tempi,
ti fosse dato premio
ci fosse concesso
il riveder le persone perdute e
tanto amate
in questo mondo
quaggiù
mamma
©
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Commenti (4)
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morena19 giugno 2011
Bellissimo e commovente ricordo di un grande Amore.
g
giuseppe gianpaolo casarini12 luglio 2011
ricordo vivo e struggente della mamma delicato il potere evocativo delle immagini di profonda religiosità e della ereditata fede il finale... di quello struggente ritrovarsi un giorno
M
Mariasilvia15 agosto 2011
Chi sa amare in modo incondizionato è meritevole di superba lode. Rimpianti, ricordi, strappi di vita, restano per sempre incollati nel cuore. Dedica commovente e delicate parole. Grazie!
Alessandro Spirito3 dicembre 2011
Commosso mi permetto di dedicare questa lirica anche a mia madre, come a tutte le madri. Complimenti per questa splendida lirica. Sandro.

