Papà
Sussulti improvvisi ti strappano a me,
brandelli di vita s'inseguon violenti,
come puledri imbizzarriti nella bufera,
respiro affannoso interrompe le lacrime,
chiudi gli occhi sul mondo... per sempre!
Lascio la tua mano ossuta ormai senza tatto,
asciugo i tuoi occhi vuoti persi nell'aldilà,
penso alla mia vita ormai vuota senza te.
Stringi una rosa nell'ultimo viaggio, donala a
chi vuoi quando arriverai, sorridi con smorfia
beffarda, hai vinto il dolore.
Parlaci di te, se potrai,
ciao papà...
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L'autore
Giancarlo D’Ortenzi
Sono nato 55 anni fa a Vterbo, da sempre una grande predisposizione ed un grande piacere nello scrivere, ma solo da poco tempo ho iniziato a mettere ordinatamente nero su bianco i pensieri che affollano il cuore e la mente. Sposato dal 1981 anni, due figli ed un nipote. Ho una poliedricità d'interessi, amo, oltre allo
Commenti (1)
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ilaria montali18 febbraio 2011
E' un vuoto d'anima indescrivibile quello lasciato dalla perdita di un padre, ma si percepisce la viva speranza di sentirlo ancora in quel -...parlaci di te, se potrai...-. E sarà senz'altro così. Lui ci sarà sempre.
