La Zanzara

E' come quando ciò che mi disturba
Di più nel mondo è proprio il fastidioso zigzagare
Del mio volo, e il pessimo ronzio delle mie ali.
Assetato di poesia, io mi avvicino a pungerti
La pelle, e tu mi schiacci su di te, con la tua mano.
E tutto il denso sangue che ho bevuto
Ti cola sulla mano che ho macchiato.
Ed io, zanzara, muoio eviscerato
Per lei ch'è linfa calda e sangue vivo,
Liquido amaro, ma di cui mi cibo.
Muoio pensando a come puoi non piangere.
La mia esistenza sfuma in rosa e sanguine.
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L'autore
Malchiodi Stefano Edoardo
Fa decisamente piacere vedere che cosi' tante persone vivono la mia stessa dolce malattia, e spero vivamente che tra tutti voi nessuno ne guarisca mai. Spero anche di discutere presto con tutti voi dei vostri pensieri riguardo ai miei componimenti, e viceversa. Grazie
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