La torre
mario calivà
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Mi sono esposto
dalla torre della mia solitudine
per cercarti.
Essa è molto alta
siccome tanta è la desolazione
e mi fa errare con lo sguardo
sconfinate regioni
ove data la tua assenza,
tutto, è quello che non sei.
Ma poiché non mi è ammesso
viaggiare nel tempo
- per cercarti in tutte le ere
prima che il mondo fosse nato
e ancor dopo l'apocalisse -
vorrei tenderti la mano
nel presente
e accompagnarti nei campi
della tua passata assenza
irrigati dal mio stesso sudore
e dalle lacrime cadute
per mostrarti
quello che per te ho seminato
quello che è germogliato
in questa brulla Florida
dai massi color corallo.
Ma chissà in quali specchi
si riflette il tuo viso
chissà dove si perde la scia
del tuo profumo
e chissà qual'è l'uscio
in cui ogni sera
finiscono i tuoi passi
e la porta in cui bussa la tua mano.
Di certo non la mia.
tutto è confutabile
fuorché la tua mancanza
e osservo da questo davanzale
bianchi uccelli volare distratti
abbozzando strane forme
a cavallo dell'orizzonte.
La mia mente le fa tue
disegnandoti nel cielo
che si prepara alla sera
facendo riesumare
la memoria del tuo viso
di fronte la cima
di questa torre
dalla quale scendere non so.
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