La terra dei giusti
Cristina Devincenzi
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Tra un velo di ricordi
distesi, appannati
tormentati,
ci facciamo strada
annaspando su
un terreno arido ed
incolto.
Centesimi buttati,
su di un tappeto di spine
e uomini fragili afferrarne
una ricchezza effimera
e sulfurea.
Musiche di pura nostalgia,
nel tepore di una quotidiana
follia,
senza coscienza ma solo apparenza
tra vili propositi ed inutili enfasi.
Grigiore e stupore, ancor ci sollazzano,
semi di un antico magico passato,
raccogliamo i frutti rari e preziosi
in questo presente,
dove poche gemme son rimaste
sull'albero della passione.
Cuore di vecchio padrone,
di un mondo alla deriva,
eppur naufrago di
terra nuova e di sogni
ancor nel divenire.
Giustizia e corruzione,
si contendono il sentiero
che può condur lontano,
o schiacciarci
sotto un treno.
©
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Cristina Devincenzi
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