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Introspezione 23 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3243 letture

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Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Se ci pensi è tutto un film comico. Nascosto da qualche parte c'è per forza un folletto che ride. Ci prende per il culo per le nostre paure, per i nostri amori andati a male come un brodo di carne di una settimana e per i nostri pianti solitari magari in poesia. Vivere è una barzelletta che racconti per ottant'anni e che nessuno capisce. Se stavi zitto risparmiavi un tanto. Ti racconti alla gente chiedendo comprensione e quella ti risponde annoiandoti con la sua storia. Chi consola chi? C'è una cosa veramente seria nella vita totale: la sofferenza fisica. Chi crede più in Dio davanti ad un bambino malato gravemente? Tanti pianti, tanti discorsi e alla fine un mucchietto di cenere che frulla via con uno starnuto. Ecco l'essere umano secondo me. Forse siamo in troppi e la società fa fatica più di allora più di ora più di sempre.
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L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (6)

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alessio carlini23 febbraio 2011

tema e lirica che impone un incavolata riflessione sull'indifferenza... la prima parte l'ho letta con spirito e con il sorriso ...ma poi, la cruda realtà sbattuta in faccia bussa sulla coscienza... stupenda

Danielinagranata23 febbraio 2011

Tante domande a cui non riusciremo mai a trovare risposte come sempre un'analisi molto attenta e vera

Aldo Bilato23 febbraio 2011

uno che scrive così o è un alieno o è un dono della natura, ma...

In Venere veritas23 febbraio 2011

più di mai. senza fiato, senza lacrime, senza motivo.

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hy ju23 febbraio 2011

Chi crede più in Dio davanti ad un bambino malato gravemente? Come non credere in Dio con il biglietto vincente della lotteria in mano?

radicedi6424 febbraio 2011

difficilissimo regalare ascolto autentico e gratuito... difficilissimo anche riceverlo, per una società sempre più sorda a se stessa... ma la tua "voce" è un dono raro ed io sono fortunata a farmi aprire il cuore dalle tue parole.