La fattucchiera

Il fuoco acceso sulla pietra del camino
mormorii di cantilena scivolano sulle pareti scure
grasso di sparviero, sangue di pipistrello
mescolato a purezza di neonato.
Spalmato l'unguento sul corpo nudo
accese le tre candele
a nord della stanza:
''Unguento, unguento
volerò veloce nel cielo santo
supra acqua et supra vento
et sopra omne mal tempo.''
I capelli sciolti nella notte
il pube bagnato di rugiada
la finestra aperta nell'oscurità
dove il tutto annega e si disperde.
I capezzoli rosso melagrana
succosi ed eretti nell'aria fredda
pelle levigata come marmo e pesca
odore di desiderio tra le coscie calde
di polpose conchiglie
e vento marino.
La terra umida guarda silente
come una madre che vede la figlia sapiente
dei segreti nascosti nel ventre occulto
attinge gli occhi e le mani del potere.
Mise una corona d'oro
sulla testa di un rospo
lo pestò e lo spalmò sui piedi nervosi
le sue gambe vibrarono
nel freddo della notte
cominciò il suo volo
su un destriero nero
apparso dal niente
oltre l'oscurità gravida di mistero.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (2)
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Rosy Marchettini25 febbraio 2011
Bellissima poesia ove l'erotismo fa da cornice ai versi profondi e pieni di sentimento Applausi infiniti, Gianny
mario calzolaro25 febbraio 2011
...grande Gianny... erotismo, fantasy e voli di fascino misterioso in questa tua. Tanto m'è piaciuta

