Pallida Italia
Christian Palladino
19 poesie pubblicate
+ Segui

Pallida Italia
in balia delle onde
di una tempesta senza fine.
Cadi sfinita ogni giorno
sul letto del giornale.
Pallida Italia
vecchia e stanca
appari ai nostri occhi
languisci ogni istante
dalle azioni meschine
dei tuoi figliuoli.
Cara terra madre
quasi non ti riconosco
diversa di gran lunga
dal corpo e sguardo e spirito
che compongono
la tua mirabile figura
nelle pagine di un libro.
"O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l'erme
Torri degli avi nostri,
Ma la la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond'eran carchi
I nostri padri antichi."1
Chi mi precedette
poeta di illustro calibro
piangeva della gloria tua smarrita.
Pallida Italia dov'è la prole tua?
Perché non si ribella
e lascia crescere il male nel corpo tuo?
Miserabili costoro che
t'han ridotto in fin di vita
madre di tutti i fratelli
Pallida Italia che giaci
inerte e senza forze
ora che il vento e la burrasca
ti han scaraventato a terra.
Rialzati Italia.
" O donna stuprata..."2
Sorridesti in passato
dopo la paura
ed ora il sacrilegio
sta per essere ancor una volta
compiuto.
Pallida Italia
madre dei grandi briganti
e nutrice dei maestosi partigiani
con le ultime forze partorisci
ancora eroi come un tempo
dona loro coraggio
si deve cacciar via la vigliaccheria.
Pallida Italia
ti porgo questo mantello rosso
per coprirti dal freddo
in questa triste notte.
Riposa tranquillamente
mattino verrà.
Pallida Italia
che ancora sorridi e perdoni
e ci abbracci con la tua immensa
magnanime bontà.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Christian Palladino
Nato a San Giovanni Rotondo (FG) il 01.06.1984 Laureato in Filosofia a la "G. D'Annunzio" di Chieti e, attualmente, iscritto alla laurea magistrale di Scienze Filosofiche a l'"Alma Mater Studiorum" di Bologna. Si occupa, inoltre, di teatro. Interessi: Filosofia della voce, poesia come corpo-voce.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Enio Orsuni26 febbraio 2011
miserabili costoro che... fai bene a non fare nomi tanto chi non li conosce?

