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Impressioni 28 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3794 letture

Dietro un chicco di caffè

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* a quest'ora della notte c'è chi si sbatte e chi se ne fotte c'è chi continua a bere forse non è per niente un bene a quest'ora pochi i sani ottimi professionisti o villani noi passiamo in mezzo passiamo oltre oltre il confine dell'intelletto oltre la coltre la cortina si ferma il mondo ora riprende a girare domattina e l'alba si vergogna nascondendosi dietro un chicco di caffè
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i cosiddetti "Sabato sera" ...cià*

L'autore
Aldo Bilato
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Commenti (10)

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Rita Stanzione28 febbraio 2011

Nella ricerca dello stordimento l'uomo non ha limiti. Tutto va bene, purché sia forte. Bella, davvero bella poesia e la chiusa è la giusta, originalissima conclusione!

Cinzia Gargiulo28 febbraio 2011

Visto che l'uomo non è più capace di vergognarsi per i suoi comportamenti insulsi ed irresponsabili almeno c'è un'alba nei versi del poeta a provare vergogna. Ottima poesia!

Shelly Nicole Del Santo28 febbraio 2011

I sabato sera vengono vissuti in maniera diversa da ognuno... c'è chi supera ogni limite della natura umana. Poesia molto significativa e originale... forte quel chicco di caffè che fa da barriera

Splendido Leotta Michele28 febbraio 2011

incantato versi stupendi che infiammano dallo splendido sentire... fantastico Poeta doni in ogni tua uno charm dal godere entusiasmante... sei meraviglioso eccezionale e magnificamente brillante...è gioia il tuo poetare... complimentissimi

Pino Tota28 febbraio 2011

Il sabato sera è una scusa per bere... Fu inventato da Dio, il sesto giorno, una volta finito di creare l'universo, per rilassarsi e farsi un goccetto di Brandy, dopo un'intera settimana (lavorativa) di fatiche. Il sabato dura qualche ora in più delle normali 24 di ogni altro giorno; infatti, il sabato sera il tempo si dilata (grazie anche agli effetti di alcol e droga) e la mattina sembra che non arrivi mai. Ma, quando arriva, è sempre troppo presto...

h
hy ju28 febbraio 2011

La sento ticchettare come un vecchio orologio, ...mi gira come un ingranaggio, sa di meccanismo. La leggo e la sento rumorosa di tempo sprecato...

carla vercelli28 febbraio 2011

Ottimamente delineato questo "cosiddetto sabato sera" in cui si smarriscono l'intelletto, i valori e anche gli ideali, in cui tutto si ferma sino ad una nuova alba che si nasconde invano per la vergogna dietro ad un chicco di caffè.

s

bere il sabato? io preferisco quando ne ho voglia e conpatibilmente con l'affetto che provo per la mia patente. poesia didascalica molto apprezzata

Clara Gismondi1 marzo 2011

Quelli della notte... un popolo a parte che vive la vita in differita... in un alone ovattato dove la vita reale sembra lontana e meno importante... Un tempo dove le ore si dilatano, il silenzio o lo schiamazzo diventano importanti... Mi ha sempre affascinanto la notte... Il giorno sembra lontano... e tutti i problemi che si porta dietro... (Ma non è sempre così.) Bello stile, bellissima poesia!

Mr Magoo1 marzo 2011

bella riflessione per un popolo che in gioventù abbiamo più o meno tutti fatto parte molto condivisa un autore di nota