Scrivevo prolisse poesie

Lunghe esternazioni,
aggancio al reale
continuo racconto,
del benessere relativo
con poco d'evocativo.
Narrar in un ragionamento
come fuoriuscir
dal passional perimento.
Scrittura che si cristallizza,
uscir dall'affranto
de la delusione.
Introspezione,
fino a decantar
l'erotica pulsione.
Ora che scrivo
tante brevi,
l'anima mia
trova i suoi sollievi.
Dei lettori,
ricostruir persone
col mediato tramite
de le lor 'opinioni.
Sussulto
nell'udir: poeta.
Mi basta
l'occasional lettura
un acciaccato segnalibro
che perdura.
Prender cristalli
sedimantati in alcune righe
(anche così maturan buone spighe).
Una vitalità sempre nascente,
non incline nell'affibbiar
alle difficoltà
un'esimente.
©
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L'autore
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Sono un ragazzo abruzzese che studia Legge, mi diletto nello scrivere poesie e racconti. Ogni tanto metto in versi ciò che penso, credo che la poesia sia una modalità raffinata di comunicazione e di analisi, mai dev'essere arma di autocompatimento. Non serve necessariamente un cuore spezzato per creare una poesia. Sp
Commenti (1)
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Rita Stanzione2 marzo 2011
La poesia è un continuo narrarsi, si inizia e non si può smettere se l'esternarsi è non solo diletto, ma un modo per conoscersi meglio. Trovo questa tua poesia una bella espressione della ricerca del sè nella scrittura.
