Piccole, povere prede
Cristina Devincenzi
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Menti stanche vagano
senza riposo tra il qui
ed il quando.
Corpi appesantiti
da vorace bramosia,
distratti ed assuefatti
da miele ed ambrosia.
Passi veloci senza sosta
e sguardi fugaci
che nulla scorgono,
seppur la verità
avvolge ogni
momento.
Triste è l'abbandono
ad un divenire
senza ritorno,
senza redenzione,
senza traguardo.
Mentre i corpi
giovani e dilaniati
giacciono supini,
tra la vergogna
e lo sgomento,
grondanti di
dolore.
Con il cuore trafitto
gli innocenti,
dalla vita perduta,
attendono
la pace
nell'altro mondo.
Pioggia e fango
ricoprono
il terreno del commiato,
in questo angolo di mondo.
E che il fulmine
come lancia infuocata,
si scagli
sull'egocentrico
predatore,
che arderà
senza sosta
e per sempre,
nella vergogna
ed il disonore.
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Cristina Devincenzi
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