Caduto da’n zogno

Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,
Commenti (5)
Una vita che sembra ormai inutile senza avere più al fianco il proprio amore... l'accoratezza di questa lirica è resa meno drammatica ma più vera nei versi dialettali... si avverte la sincera tristezza di chi sente ormai solo... per me è bellissima... complimenti Enrico...
"Er ghiaccio copre er core come un velo" la sintesi è lì. Bella poe in romanesco pulito e corrente che racconta la fine di un amore già metabolizzata e quasi con distacco. Mi piace molto: fiocco.
A parte il dialetto che le conferisce un valore aggiunto, questa poesia dovrebbe trovare le porte spalancate negli animi dei lettori, poiché o in verso o in un altro, chi non è mai caduti da un sogno... e quando questo accade, niente può essere più come prima e il bravo autore ne ha dato una efficacissima ancor che triste testimonianza... veramente intena e molto bella!
una lirica che arriva al cuore ed alvissuto di molti molto apprezzata
Colpisce come un maglio questa tua e dal sogno ti riporta ad una realtà che al momento sembra inaccettabile. Fortuna che il "tempo" attenua e poi cancella tutte le pene, fino alla fioritura di un nuovo amore che seppellirà definitivamente quello allora perso. Musicale la rima e strabiliante la chiusa. Ottimo componimento.




