L'aspettativa
Cullata da tortiglioni instabili di canapa,
attendo.
Attendo entusiasta, ansante, fremente,
parole, gesti, figure, partenze, addii.
Con pura innocenza, tesso fili di strade,
strade illuminate, profumate, alberate,
conducibili al desiderio altrui.
Fili, forse, troppo sottili, precari,
anche per un equilibrista professionista;
strade troppo cariche di nebbia, per ammirarne colori e profumi.
Alberi, senza radici,
pensieri asincroni,
schiavi della loro astrazione, creature del mio vano farneticare.
Delusa e rabbiosa, mi dimeno, all'interno delle mesti e spesse pareti del mio ingegno.
Ancora e ancora,
ancora una volta, in trappola!
tra le sorde e mute sbarre delle mie aspettative.
©
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