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Introspezione 5 marzo 2011 · lettura 2 min · 1700 letture

Luci di Raso

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Pantò 14 poesie pubblicate
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Lo studio, il lavoro, la giacca sull'erba, lavi la macchia col dito bagnato, togli la vita al pudore sbagliato. Il mondo, l'amore non fanno il tuo gioco, spegni il disastro con lingue di fuoco; sai che il decadente muore a trent'anni, sai che viene un bacio se ti fai avanti. Sei troppo bella per seguire uno stormo, ancora sei bella per amare uno stronzo; amore che viene amore che venne, il passato è un cieco che scioglie le bende. Il mondo, l'amore non fanno il tuo gioco, vesti il coraggio con stracci da poco. L'amore a che serve? L'amore che venne, l'amore che viene a morire a trent'anni, sai che il decadente non bacia mai chi si fa avanti. Mi son chiesto se non è meglio dissimularsi carponi dietro ai tuoi occhi castani e andare a comprare le scarpe coi tacchi per inciampare in mezzo alla festa e poi lasciarsi alle spalle quello che resta. E poi fare l'amore con la parola più sensuale, con un colpo di spazzola senza causale. Il lungomare è sparito ad oriente, è sparito ma non fa niente, ora mordi la parola più sensuale ma non vuoi farci l'amore, il disio che passa è l'amore che viene è l'amore che venne. La strada breve non unisce due punti con una retta, ma due anime con un ricamo di specchi, dove gracchiano gabbiani assoldati dal caso, fra le ombre del cielo e luci di raso. E poi viene l'amore, l'amore che venne perché una festa ha sciolto le bende.
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L'autore
Pantò

Il fiero tessitore di parole che cade solo di fronte al vero amore.

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