Il grido
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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l'amore freme
contratto
nel sussulto di pelle
squarcia vibrazioni
s'inerpica in gemiti impervi
con forza di gravità
rigirata
non esisto
non esisti
non distinguo più i corpi
cremosi impasti
in sproloqui di spasimi
lingue sospinte
vene incollate
arroventano le emozioni
di umori selvatici
la mescolanza dei fianchi
sublima lo scempio di carne
il mio tempo lontano
il mio tempo futuro
s'accoppiano e mi partoriscono
insieme
è immateriale
la materia che sembra
l'amplesso
tocco quel ponte
dallo spazio finito
all'eterna regione
dove il grido
esausto
si spezza
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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