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Introspezione 7 marzo 2011 · lettura 1 min · 1627 letture

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Emanuele Saccardo Figlio Di Cl 195 poesie pubblicate
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Sai le volte che sono uscito Con l'intenzione di regalare una rosa Di carta Ad una qualsiasi donna Pur di sentire ancora un brivido Qualcosa nello stomaco E su, fino alla gola? Sai le volte che ho sentito Il male di esistere, negli sguardi accanto Il dolore Impresso a fuoco sulle mani? Frenando il pianto, sfogarlo lontano Il più possibile lontano Non per vergogna né per rispetto No, non lo sai Perché sei il pallido riflesso Che mi arriva da uno specchio Da un vigliacco, che sfrutta il suo disagio come maschera per il timore di lasciarsi vivere davvero. Dov'eri? Sì, dove nascondevi i sogni Per non vederli realizzati? Sei un codardo Una montatura, sono il tuo specchio la tua caricatura. Sai cosa vorrei sul serio? Alleggerire le tue spalle, scaricarle di mattoni, vederti uscire senza un orologio sentirti finire la tua frase saperti dove dovresti stare. Abbiamo sdoppiato uno sguardo Che andava lasciato libero D'essere unico, abbiamo percorso prati profumati sputando sopra i fiori lamentandoci del sole. Adesso basta.
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L'autore
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl

Marcel Proust ha detto: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere occhi nuovi". Ecco, ciò che ho di fronte allo sguardo è uguale a ieri, ma non è più come ieri; spero di non dimenticarlo mai più.

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