Sul ciglio del vuoto

Oltre il tempio
vorrei lenire il dolore,
altari imbanditi non recare con me
o icone sbiadite,
incensiere d'argento
e dorati aspersori
lasciare in un canto.
Chiudo il portone
e prendo le chiavi del fuori,
raccolgo fardelli
di comprensione umana,
il mio malfermo io,
le tasche piene
di che vorrei e potrei.
Dinanzi osservo
quest'erta impervia,
ogni sasso macigno
ogni erba foresta,
ogni volto d'essere
informe mostro...
ma dalle mani raggi
d'insolito calore
e da labbra voci
d'inumana dolcezza
mi chiamano gridando
e qui rimango
col capo chino a terra
ad aspettar la sorte
che mi conduca al culmine
di mesto breve stare
su questo suolo ostile...
ma non la vedo giungere
od io mi sto portando indietro
dalla parola fine.
©
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Commenti (2)
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Manola Gini8 marzo 2011
bella ed emozionante la lirica di questa autrice, apprezzata molto.
S
Sadness8 marzo 2011
Quando il mondo ci cade addosso, quando non si ha voglia di combattere, quando gli affetti degli amici e dei cari non bastano a colmare un vuoto ... questo il messaggio che mi arriva leggendo questa stupenda poesia, complimenti.
