Notturno secondo
Mi perdo a contare i silenzi
di stelle innumerevoli
toccati d'infinito.
La notte ormai inghiotte il respiro.
Mi spegne la luce negli occhi
sgomenti
la quiete che sale assoluta
e debole foglia m'aggrappo
a nebbie mutevoli e incerte
ancora una volta.
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L'autore
Teone
Riminese. Laureato. Nuovamente iscritto alla facoltà di lettere e filosofia ( Università di Urbino ) Lettore appassionato: letteratura russa, testi filosofici, logici. Non ancora deceduto.
Commenti (1)
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Loredana Marsili10 marzo 2011
Da qui traspare un senso assoluto di vuoto, una percezione d'ansia pur nella calma notturna. Molto piaciuta.
