Un filo di Sofia (1)
Luciano Tarabella
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Lo sanno tutti che la gente
non capisce niente
ma poiché fai parte della gente
è ovvio che non capisci nulla
nemmeno tu.
Non è colpa mia
se non sopporto il mio vicino
ma anche il mio vicino
non sopporta me
allora chi è stato
a farci così insopportabili?
Dobbiamo vivere gomito a gomito
quando invece il nostro desiderio
è stare soli
ed Aristotele sbagliava.(2)
Tutti siamo fatti a modo nostro
strani e straniti
per cui partendo dalla nostra
(data per scontata) perfezione
soffriamo l'imperfezione altrui
di cui facciamo parte.
Forse l'uomo nuovo
sarà perfetto e non- uomo
e (sempre forse)
infelice mentre attenderà
di tornare imperfetto.
E via così per sempre
a girare
fino all'infinito.
1): gioco di parole
2): sostenendo che l'uomo
è un animale politico
🌐
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (2)
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filiberto10 marzo 2011
Bel ragionamento filoso- fico. Piaciuta molto ed in particolare il concetto che la parte della nostra imperfezione è data dalla presenza altrui. Principio originale e interessante. Le poe del Tarabella sono sempre vivaci e coinvolgenti. Fiocco.
radicedi6410 marzo 2011
...è che il prossimo è condannato a specchiarsi negli altri... brutto vizio dell'essere umano... però, specchiersi nei tuoi versi, per esempio, è appagante!

