Scathach

Riluce la scure
conficcata nel tronco
lo sguardo profondo
come fiamme nella roccia.
La bocca tumida socchiusa
ammiccante desiderio
una ciocca infuocata cade
maliziosa sul viso.
Fende la spada
taglia la velocità del lampo
dai polsi esili e capaci
si sprigiona la forza
tra le coscie audaci
si consuma il banchetto del piacere
avide di baci
e ruvide carezze.
Pallidi languori
abbandonati sulle rive
coraggiosi ardori
di passione virile.
Muscoli tenaci
arti belliche nel sangue
combattente micidiale
contro viltà e oltraggio.
E poi la malinconica notte
sul giaciglio della carne
mentre sfiora la candida pelle
con le dita di un guerriero.
Il miele cola sul ventre
guizzante di brama
riluce ancora la lama
conficcata nel tronco.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (1)
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Danielinagranata11 marzo 2011
splendide metafore un sentire forte. una stesura accattivante e originale
