Senza lacrime
laura marchetti
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Se servissero le lacrime a richiamare
un ascolto, forse piangeresti
se servissero a cercare una carezza
sul tuo viso, forse le cercheresti,
se servissero a nutrire le tue speranze
o a riportarti indietro tutto quello che
il tempo ladro porta via agli onesti,
fose, non le ingoieresti.
Sfilano tutte le tue primavere
danzano, nell'inverno del presente
che non ha più gambe per andar lontano,
non ha più voce per esser ascoltato,
non ha più calore per attirare un sorriso,
così è deciso.
In una camera bianca di un ospizio,
convivi con la vecchiaia e il suo supplizio,
ospiti i ricordi dentro il tuo cuore,
fuggendo una solitudine difficile da accettare
e un orgoglio di uomo, di figlio, di padre
da rispettare.
Così ti hanno insegnato,
perché un uomo non deve mai piangere
di fronte ad una felicità appassita,
ad un dolore,
ad una fotografia sbiadita,
neanche quando arriverà lei
e ti stringerà nel suo abbraccio forte,
forse avrà gli occhi buoni,
la morte.
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
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