Sotto quel gelso
Ancora, tu
amico fedele,
di un'età lontana
troppo lontana;
svegliami bambino,
sgridami fanciullo,
riprendimi adolescente.
fà, ora
come allora,
che io possa
pensare,
fantasticare
che questo
nostro tempo passato
non sia trascorso
invano,
ed insieme sempre
e per sempre,
si possa sedere
sotto l'ombra di quel Gelso
maestoso, materno,
odoroso d'infanzia,
ove i sogni,
i giorni non finivano mai
ed era dolce
il divagar
di perduti mari,
pianeti sconosciuti,
solitarie praterie:
Che per una volta,
almeno,
si possa ingannare
la signora vestita
di nero merletto;
sia lei la sconfitta
per l'eternità;
noi invece
beati a cavalcar puledri
bianchi pezzati di blù
come questo cielo
che ci abbaglia
e comprende
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