L'operaio
L' operaio non ha diritto al divertimento
lui lavora e tira dritto senza mai un lamento
e se è giorno di festa per lui non è un problema
si fa il segno della croce e poi piega in due la schiena
L'operaio il suo silenzio spesso lo trasforma in oro
non protesta e poi sopporta con grande decoro
e fa finta di star bene anche quando non gli va
e si gusta a pieno cuore quel po' di libertà
L'operaio insegna al figlio il rispetto del padrone
poi gli dice fai la pecora ma vivi da leone
perché l'operaio sa bene che lui deve sottostare
alle regole mai scritte del diretto superiore
L'operaio non sta mai male, stringe i denti e vola basso
e se gioca col padrone, non gli sbatte in faccia l'asso
non discute, non demorde, non si sente mai distrutto
vive solo dell'amore che gestisce con rispetto
E il padrone lo sa bene che senza l'operaio
sarebbe una tragedia, sarebbe certo un guaio
ma mai una volta sola che gli abbia regalato
un dolce abbraccio vero per dirgli ti son grato
L'operaio nulla si aspetta ma sa che deve dare
quel pezzo di pane se lo deve conquistare
si sente sotto esame anche dopo tanti anni
non calcola stanchezza, non bada ai suoi malanni
L'operaio va spesso in chiesa a discutere con Dio
ed è l'unica volta che lui parla del suo Io
Dio l'unico padrone a cui parla a cuore aperto
vuole in cambio il paradiso, quando sarà morto
e gli raccomanda sempre di avere compassione
dell'uomo che per anni è stato il suo padrone
poi tra una preghiera e po' di commozione
gli raccomanda anche la sua generazione
l'operaio tira dritto senza mai un lamento
non si pone mai il poblema del suo divertimento
lui lavora e tira dritto con grande umiltà
poi vive con decoro ed una grande dignità.
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