Un cappottino rosso
Non c'è che silenzio in tanto rumore,
urla gridate dal bastone,
strascichi di passi incatenati dalla violenza,
parole non dette, ma guardate.
Nella normalità del terrore,
non v'è paura,
è un abitudine l'orrore.
Profumo di bruciato, polvere che vola.
V'è un cappottino rosso,
tra gli ultimi innocenti,
viso di bimba, manine imbiancate
dall'agonia che l'attende.
Non c'è che silenzio
in quelle urla spezzate dal bastone.
Stella gialla, tatuata con disprezzo nella vita,
non c'è paura ne terrore,
l'abitudine è il dolore.
Cappottino rosso sul carretto
trainato da braccia imputridite dalla morte.
C'è il silenzio fuori,
quel che non puoi spezzare col bastone,
è l'urlo di dentro che squarcia il cuore.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
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