La nuova Chernobyl
cocòveronicacroccia
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Archetipi riemersi
da un'annerito stagno
mostrano silenti siluri
mentre rassicuranti carezze
racchiudono in un pugno
improvvise sofferenze
come orme di un bimbo
lasciate distrattamente,
inaspettate riaffiorano
su di una storia di ebrezza
chiamata Terra.
Confusi giochi nella nebbia
e compaiono in un lampo
lacrime addormentate
di un'alba forse
mai raggiunta,
così nel tiepido sole
di un marzo qualunque
si alzano piano acquiloni
lungo un fittizio filo dorato
percorrendo sentieri
erroneamente accantonati.
©
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