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Ribellione 17 marzo 2011 · lettura 1 min · 3187 letture

W. l'italia!

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Versato ir sangue a fiumi e damigiane dall'oppressori perlopiù stranieri, l'Italia è stata fatta l'altro ieri (1) e guarda in giro cosa ci rimane. Quarcuno n'ha strappato le sottane (2) per violentàlla spesso e volentieri e fra ladri, magnaccia, avventurieri rammenta (3) una metrèsse di puttane. Dove sono riscossa e dignità? 'Un si dèsta nissuni: si va indietro senza punta speranza ner domani. L'Italia è fatta, dice, e chi lo sa? pol'esse'... ma ir presente è così tetro perché resta da fànni l'italiani.(4) 1): 150 anni sono relativamente pochi per la storia 2): L'Italia è rappresentata iconograficamente come una donna 3): fa venire in mente 4): citazione di Cavour: L'Italia è fatta, bisogna fare gli italiani.
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Sonetto classico in vernacolo livornese.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (5)

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Lidia Filippi17 marzo 2011

Bella anche questa tua poesia! Ancora si devono fare gli italiani... Forse è vero; dobbiamo darci da fare tutti, ognuno nel suo piccolo per recuperare tutto ciò che ci unisce!

Antonio D’Auria17 marzo 2011

amarezza, ma anche grande amore per questa "giovane donna" che cerca ancora i suoi figli...

Michele Tropiano17 marzo 2011

sicuramenta condivisa. Se l'hanno fatta come una donna, nell'iconografia, non é una coincidenza forse, una puttana l'hanno fatta e continuano... Bella, anche se scriverla in dialetto (fiorentino?) non é proprio il massimo per festeggiare l'unità!

Lorenzo Crocetti17 marzo 2011

Una bella esternazione ironica la tua, Luciano, che io colgo ancora più sincera e sofferta di tante altre espressioni seriose che si consumano nell'occasione. Nel tuo dialetto (il livornese che è diverso dal vernacolo fiorentino!) esprimi quello che, acccanto a tutte le venature poetiche che noi sentiamo e proviamo a scrivere per la festa dell'unità d'Italia, un po' ci bolle dentro. Ed è bene che venga detto, con sincerità, pur nel rispetto del grande generoso valore di chi, per l'unità della Patria, ci ha rimesso anche la pelle. Chiudiamo allora, malgrado tutto, con un sincero "Viva l'Itallia!"

Rosy Marchettini17 marzo 2011

Gli italiani? Non credo che mai si potranno fare, troppe cose ci dividono, troppe! Poesia che se anche in dialetto livornese, mostra l'amore per la propria Terra Piaciuta ed apprezzata tantissimo