Sul cielo azzurro della leggerezza
Anna Maria Scamarda
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Cos'è questo bisogno di sopirmi
sul sonno desto della primavera?
Questo languore,
questo distacco dal dolore...
che mi trascina
sul cielo azzurro della leggerezza...
Ove non s'odon gli spari dei cannoni,
né il pianto dei suoi morti.
Oh! Se tutti gli uomini del mondo
tendessero l'orecchio,
un solo istante,
al gorgheggiare lieve degli uccelli,
al lor costrutto!
Ove, fra gli alberi fioriti,
spuntano i picciol nidi intimoriti...
E se scoprir potesser
che la vita d'ogni bimbo è un fiore!
Ed è un orrore
che inceneriti sian i lor giardini.
Oh! Se apparir potesse loro quella Porta!
Da secoli ad attenderli... e mai morta!
Ove si legge la parola
PACE.
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (4)
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EnzoL25 marzo 2011
Poesia bellissima ed amara... condivido pienamente... il mondo potrebbe essere un posto migliore se...
mario calzolaro25 marzo 2011
se lo volessimo potremmo restituire all'Eden il nostro mondo se... se solo lo volessimo! E invece...
Silvia De Angelis25 marzo 2011
Basterebbe tendere l'orecchio ai dolci suoni della natura, per far allontanare quei terrificanti echi di guerra, che scavalcano appropriate mediazioni per motivi di grande interesse storico...
Mirella Santoniccolo Mairim1425 marzo 2011
essere attenti alle bellezze della vita e sentirci fortunati per questo... e vivere con la consapevolezza che siamo tutti sulla stessa terra ...condivisa e bella




