Déjà Vu
Rosa Leone
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E gl'occhi si perdon giocando tra i ricordi
nel giallo seppia di una fotografia
Fra ruderi a secco
vision di ginestre e capperi bianchi
sbucano a stento dal nero basalto
Scandiscon il ritmo cicale assordanti
e nel vermiglio d'un tramonto
inseguo i miei passi su sentieri infiniti
Di zagara è l'aria
imponente
s'insinuan fra candide vesti
colmando gl'anfratti e la pelle
di forti emozioni e di suoni
Colori lontani s'intrecciano lungo la schiena
e m'imperlan la fronte
fin giù fino all'iride
a fondersi in granelli di sale
dietro alle ciglia
Tra l'ombre massicce
gli ulivi
s'arrampicano lungo la notte
graffiando pensieri c'abbraccian le stelle
Spiovente s'affaccia un raggio di luna
s'impiglia tra i rami e bisbiglia
ch'è l'ora ...
è l'ora per fragili foglie
di lievi carezze che arrivan dal mare
Baglior di lampare m'appaiono fioche
spariscono
dietro sembianza fatte del nulla
ch'evaporano in riccioli di spuma
giù
fino al nero orizzonte
Ritrovo sirene oltre i bordi taglienti
guizzanti si gettan nel mare
a cercar tra le onde
immagini sopite
da riportare a riva...
©
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L'autore
Rosa Leone
Nata 50 anni fa a Palermo, vivo a Brescia dall'eta' di 2 anni, sposata,casalinga, amo la poesia dai banchi di scuola..ma a cui da allora avevo dato riposo .. poi..un'evento molto spiacevole ha cambiato la mia vita, ed ho ritrovato un sano rifugio nella poesia.. Per me la poesia e'.. beh faccio prima a dirlo in vers
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