Lascia che sia
Rosa Leone
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Lascia ch’io possa ancora baciarti sotto la pioggia battente
che siano le limpide gocce a riempire il tuo cuore
chiuso ormai da tempo in questo spazio angusto
Io spezzerò crinali raggiungendone l’argine
piegherò acerbi arbusti estraendone la verde linfa
se servirà ad ammansir l’inquietudine
e in te m’immergerò fino alla sostanza
tracciando un senso
per riportarti a me
Solleverò la fantasia da crude sterpaglie
mescolandola al cangiante color delle libellule a festa
che libere librano dal fiume
e ne farò ghirlande di colori accesi d’offrire al mondo intero
Se solo tu potrai affacciarti al cielo
sarò per te acqua chiara a cancellar ferite
e fuoco per te sarò ad infiammar la carne
da alba a sera e l’oltre ancora
A piene mani raccoglierò
campi di rossi papaveri da colorarti il petto
e soffierò in cielo l’ogni sostanza pur di raggiungerti
or che il tuo fianco stanco ha raggiunto l’eterno
questo è divenuto un deserto d’esistenza
Lascia che di te piena l’aria sia in questo nostro vivere
lascia che sia d’essenza tua ancora il mio respiro...
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L'autore
Rosa Leone
Nata 50 anni fa a Palermo, vivo a Brescia dall'eta' di 2 anni, sposata,casalinga, amo la poesia dai banchi di scuola..ma a cui da allora avevo dato riposo .. poi..un'evento molto spiacevole ha cambiato la mia vita, ed ho ritrovato un sano rifugio nella poesia.. Per me la poesia e'.. beh faccio prima a dirlo in vers
Commenti (1)
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D
Delinquente8 giugno 2013
Al rintocco della campana a morto, tetra cupa musica rimbombante nell'eterno del ricordo della persona amata, non vuol morire un amore anzi crede e spera in una congiunzione
