Inquietante follia

E' arrivato il tuo tempo
uomo
i fiumi scorrono da soli
il mare pasce le sue onde
il sole spunta ogni mattino
la luna illumina tutte le notti.
E' arrivata la tua decadenza
senti la follia come striscia sulla pelle
una serpe che morde
sibilando tristezza e morte
davanti a te.
La rabbia consuma i nervi
il fuoco brucia sotto ai piedi
questo è il tuo fossato
o lo salti o anneghi.
Il mondo avrà sempre il suo cielo
il cielo avrà sempre le sue nubi
il vento canterà ancora le storie del tempo
e tu
dove sarai?
Le parole diventano sabbie mobili
gl'inganni
le trappole che ti tengono fermo
l'orgoglio
l'acido che scioglie l'anima
ogni volta che dimentichi te stesso
e ti perdi dietro la scia
dei tuoi vizi.
Il mondo non sentirà la tua mancanza
ma ti dirà grazie
di averlo abbandonato.
Le piante non avranno più niente da temere
perché non ci sarà
chi le brucia o ne mutila
rami e tronchi.
Gli animali saranno liberi di vivere sereni
andando in giro senza il terrore
di essere uccisi
o messi in gabbie
per vivisezioni e torture.
La terra, l'acqua, l'aria
anche se dovranno aspettare qualche migliaio di anni
per rigenerarsi e ritornare pure
tireranno finalmente un respiro di sollievo
perché di te
non ne sentiranno più il puzzo
ad inquinarne l'anima.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (1)
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mario calzolaro27 marzo 2011
lo stupro della natura e la violenza del e sul "bello" fanno dell'essere umano una belva la cui mancanza si è quasi spinti a deisderare
