Coda di scorpione

Gambe nude
gambe notturne
coda di scorpione
eretta verso l'alto
fascino perverso
labbra avvelenate
rosse ciliege da mordere
in un profondo amplesso.
Affondato il mento
nel pube ipnotico del buio
magnetica spirale
cattura l'anima nel vuoto.
Unghie laccate di nero
lingua fredda spietata
con un affondo inietta il siero
di un sonno senza ritorno.
Vibra il peccato
sulla schiena madida di sudore
nelle pupille annegano
gli orgasmi della notte.
Chele immobilizzano
istinto animalesco
spietato pungiglione
perfido raggiro
catartico piacere
narcotico abbandono
voluttuoso potere.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (1)
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mario calzolaro28 marzo 2011
eppure le suggestioni delle metafore cui Mirra ha fatto ricorso sono di indiscusso impatto. Mi è piaciuta moltissimo
