Prima che andassi via
laura marchetti
255 poesie pubblicate
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Non so perchè, né come
sono sapori, profumi che tornano
prepotenti a prendermi il cuore.
Potrei ascoltarli nel vento di primavera,
nel sapore di un bacio, nell'odore di una sera,
nel fieno tagliato,
nell'asfalto bagnato dalla pioggia,
quando è molto che non cade,
dal profumo di labbra dolci come ciliegie.
Eppure non so perchè
mi torna all'improvviso in mente,
dolce il tuo sorriso di stelle stese
anche se di te ricordo poco
solo i pacchi di caramelle toffee
che riportavi dalla Francia
quando ritornavi al tuo paese.
Due occhi tristi e stanchi,
lucidi di nostalgia quando andavi via,
con la speranza nel cuore
di poter sempre ritornare.
Era quel sapore dolce che aspettavo,
di una presenza che tornava da lontano
che poi doveva sempre finire,
un gioco costruire case
come castelli di carta,
per raggiungere forse quel cielo,
con accento straniero,
lontano dal tuo paese dove il tuo nome
anche se non eri contento,
veniva pronunciato con l'accento.
Sei lassù, in cima a quel castello
dove tutti parlano la stessa lingua
e si capiscono senza gesti, il posto degli onesti.
E mi torni in mente negli occhi disperati della gente
che da noi approda in cerca di fortuna,
come quando pensando a te
ti credevo sulla luna.
Era questo quel sapore particolare
quelle caramelle
erano intrise di fatica e di nostalgia,
l'ultimo tuo saluto,
prima che andassi via.
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (3)
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EnzoL28 marzo 2011
Bellissima lirica sulla nostalgia... apprezzata molto! complimenti!
Midesa28 marzo 2011
emigranti immgrati migrati... è sempre un abbandonare tutto per trovare poco o niente di quel che si è lasciato... è splendida
mario calzolaro28 marzo 2011
splendida parabola poetica che afferra ed incanta... l'induzione alla riflessione è veramente grande



