Trincea
Tutta notte t'ho vegliato amico mio
cieco alla vita
labbra abortite in un sorriso informe
lamenti placati nell'ultimo sospir
al nuovo giorno.
Melodia di guerra,
lampi, boati, urla sofferenti,
siam frutti maturi pronti ad esser colti.
Anime stipate nei fossati
spighe ingiallite al vento della falce che riposa.
Silenzio amico mio, non destarla
dammi ancor del tempo da ricordare.
All'ora X salterem dai fossi
all'echeggiar della parola "avanti"
nel vento tumultuoso della morte
con urla enfatizzate
andrem in cerca della pace.
E dir che ho tanta voglia della vita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
l
Tutte le opere →
L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!