Sei aprile duemilaenove

Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
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Un bel modo di poetare, "raccontando" con semplicità di quel tragico 6 aprile. C'è un po' tutto: la tragedia di quegli attimi dove la natura da "mamma" diventa "matrigna", il dopo con le case sgretolate "come cenere di sigarette spente" (bellissima immagine), e ancora oggi la paura, rimasta negli occhi e nel cuore di quella gente che l'ha vissuta; la rabbia nelle "impalcature" ancora lì dopo 2 anni. Infine la speranza nei "girotondi di bambini". Una chiusa bellissima che è anche metafora. Bellissima
un evento poetizzato, si. anche questo è un bel modo di scrivere poesia. Apprezzata
grande descrizione in poche parole come conviene ad una poesia... bellissima sintesi ed ancor più bella la chiusa...
In quella città ci ho vissuto e non sai con quanta nostalgia e dolore abbia letto la tua poesia, peraltro apprezzatissima e bella in tutte le sue componenti. D'altronde non poteva essere altrimenti se scritta da una splendida mano come la tua.



