Pupazzo o diavolo?

Erano giorni stanchi
nel mio violento sorseggiarmi...
lotta di speranza e cenere...
era nutrimento del nulla
in petulante digiuno...
era perfidia nell'incuria del male...
d'orrore ogni morso secco
dato su legno e pietra
estratti dalla tua vuota terra...
terra senza calore
senza colore alcuno...
ai tuoi ferri dell'egoismo
stavo dolente e stretta
invocando libertà che non mi giunse...
per te poi la prendesti
tendendo il filo dell'inganno,
perché non uomo fosti
non uomo...
solo mortale,
indossando i panni del demonio
o forse denudandoti
di abiti non tuoi...
nell'incertezza di cos' eri resto!
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Commenti (2)
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Patrizia Ensoli6 aprile 2011
" Nell'incertezza di cos'eri " ... Il tormento di rimanere esterefatti da un qualcosa che, ci era familiare ma, all'improvviso ci risulta estraneo ... Bellissima lirica, complimenti!
Rita Stanzione6 aprile 2011
Lirica molto intensa, mette a nudo i sentimenti con grande stile. .

