Infatuazione
Non dubitar del sole che sorge:
la primavera è nostra...
non dubitar del mio cuore,
che in te e per te egli è perduto.
Mio angelo trafitto d'amor
porta via questi ultimi spasimi...
gli spasimi di una notte malvagia che
con la sua invidia ci calunnia.
Non dubitar di queste braccia,
poiché in esse
trova riparo il tuo dolore,
non dubitar di queste labbra
che del tuo petto si invaghirono,
dei tuoi occhi ebbero sete,
nella chioma corvina penetrarono.
Non dubitar delle cose celesti,
del cielo, del mare,
di questo lenzuolo
su cui io piansi te...
nell'eternità di onde superbe
piansi te, lontana da me, piansi
l'ingenua pelle e
il collo divino
di cui il ricordo
più mi sazia.
©
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