Ora è già l'ora
Medita il caos
tra l'oggi e il domani,
pondera quale peggiore dei mali
sia il miglior bene,
frugale liquame dal quale mangiare.
Vittime illustri
siam qui già presenti,
nutriti da nubi
spostate dai venti.
Da vecchie centrali
si spengono cuori,
fondendo noccioli
di nuclei mai spenti.
Vite gassate mai effervescenti
come in lattine sono stipate,
quasi insapori mai edulcorate
vivono a stento,
negli ingredienti di quei veleni
che son letali,
per chi è già morto nel respirar
quei condimenti.
Poi c'è del nero oltre l'orgoglio,
vive nel cuore del fabbisogno,
vende il suo nome come petrolio,
nel disonore di quel consumo
che ne sottrae pari volume,
per imbrattarne quella coscienza
che ormai silente muore stantia,
nella sua pozza come bitume.
Ora è già l'ora,
prima che il tempo
trovi ragione per non bastare,
diamoci un tempo,
dove il consenso per rinsavire,
sia ancor più breve del ragionare.
Quando dal sole
poi su nel vento,
fin giù nell'acqua
e dal calore,
sapremmo avere
ciò che da sempre
può rigogliare
grazie al buonsenso,
niente avrà fine,
per chi non teme
di rinunciare
a ciò che aveva,
e ripartire nel costruire,
dalla virtù
del saper dare
ciò che riceve.
©
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L'autore
Argo
Capii di amare l'espressione poetica sin dalle scuole elementari, la mia prima poesia fu a tema sul volo degli uccelli, e come per incanto il loro librarsi spaziò in me, volando nel cielo sconfinato della mia anima. E fu così che compresi come in tutti noi è racchiuso qualcosa di unico, una sorgente ispiratrice ines
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