Sui tetti di roma

sui tetti di roma tra bianche lenzuola
ci corrono bimbi a braccia spiegate,
tuffandosi in esse spartendone i lati
respirano a fondo frescure asciugate,
nascosti dal mondo tra fili e mollette
su nuvole appese s'inebriano in volo
fantastiche imprese di storie inventate,
son liete giornate sui tetti di roma,
ci sono piccioni di grigio vestiti
con neri e marroni sfumati dal cielo
tra nubi sbiadite riprendono il volo,
ci sono tinozze
poggiate sui bordi dei tanti muretti,
ci sono cabine con dentro le vasche
coi panni strizzati dai pugni ben stretti,
sui tetti di roma le donne son dame di fiori vestite,
con lunghe sottane danzando leggiadre
su vecchie piastrelle,
a braccia protese sui fili di ferro
appendono capi con mano cortese,
son tutte più belle.
Sui tetti di roma sonnecchiano i gatti
su tegole e coppi sdraiati e sornioni
arruffano i baffi,
sui tetti di roma riverbera il sole
ci nasce e ci muore,
tingendo memorie cangiante d'amore
rosseggia nel cuore,
sui tetti di roma calciando un pallone
l'infanzia scorreva,
di colpo piovendo rammento mia madre
da dentro gridava,
raccoglimi i panni la pioggia li bagna
l'estate finiva l'inverno avanzava,
la vita era bella perché sorrideva
guardavi nel cielo toccavi il futuro
pensando al presente,
rivado sovente sui tetti di roma
il cielo c'è sempre,
cercando il futuro
rimpiango il passato pensando al presente.
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L'autore
Argo
Capii di amare l'espressione poetica sin dalle scuole elementari, la mia prima poesia fu a tema sul volo degli uccelli, e come per incanto il loro librarsi spaziò in me, volando nel cielo sconfinato della mia anima. E fu così che compresi come in tutti noi è racchiuso qualcosa di unico, una sorgente ispiratrice ines
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