Salisburgo
Un cimitero, terra nera, pietra grigia
distaccato dal mondo
eppure pieno di vesti colorate, di voci
una donna assorta si pettina i capelli con le mani
bocche che pendono sulle lapidi
come grappoli da un pergolato
dialoghi sussurrati, occhi intensi persi nello sguardo.
L'onda del passato percuote il respiro
e mi sorge un anelito di fuga
da questa terrestrità sussurrante
persa al mondo.
Qui non giace il corpo di Mozart.
in questo luogo di straordinaria irrealtà.
©
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L'autore
Giulia Calia
Sono nata a Roma da genitori meridionali,ho 71 anni, ho studiato in un ottimo liceo classico e dopo ho studiato legge. Ho sempre amato la letteratura,scrivo poesie dall'età di 7 anni, ma me ne vergognavo, perchè in famiglia erano viste con sospetto,come un sintomo di "debolezza" e una perdita di tempo. Questo credo per
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