Lungo gioco crudele

E' col mio essere
non somigliante ad angelo
che tiro a fare danni
che perdo la ragione
e senno disconosco
in panni che dismettere non voglio...
che sbatto via dolcezza
e quel che del colore dei miei occhi
non devo avere in frivole effusioni
che strappo via quei tratti
di essere femmineo
divoro aspra e avida
di questo tempo infame il fiele
e gioco a dadi
barando con me stessa...
vigliacca non mi specchio...
inganno il mio pensiero
truffando nello sguardo
nel non vedermi affatto...
non mi ravvedo
che infondo sono donna,
ma non mi credo
e strozzo il nome in gola
e spacco il mondo conosciuto
con queste mani indegne
di porgermi carezza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Patrizia Ensoli12 aprile 2011
Intensa, forte e senza sconti ... ma, ogni essere è degno d'amore,è un diritto, un dovere... tragicamente bellissima!
