Tutto il creato muta
Tutto il creato muta
in un pulsare continuo:
la vita si risveglia
ride ad ogni alba
piange ad ogni tramonto.
E il vento spinge
le vele all'orizzonte
e il mare propizio
aspetta il pescatore
che tende le reti.
Bambini gioiosi sulla spiaggia
srotolano i fili
degli aquiloni,
e un africano è felice
se vende la sua merce.
Nel giardino è contenta l 'ape regina
che vola e succhia
nettare e ambrosia,
il roseto e gli alberi si rivestono di gemme.
Un manto profumato di ranuncoli, violette e rododendri,
e cespugli di biancospino e tarassaco,
tutto un incanto di colori e odori.
Poi si spezza l'incantesimo.
Si frantumano sogni costruiti, amati e accarezzati.
Il sorriso diventa pianto,
la gioia si tramuta in dolore,
la vita rifiuta la morte
la speranza l'illusione.
Tutto il creato nella sua grandiosa geometria muta.
Si prosciugano i fiumi
la primavera ingiallisce i fiori,
il mare rigurgita bava,
la luna da raggiante diventa luttuosa,
sciano stelle cadenti e desideri inespressi.
La notte, tappeto di velluto,
si trasforma in un'icona di pianto,
e gabbiani trasmigrano
indolenziti dall'astio del vento.
In questo fluire e rifluire di eventi tutto tace, tutto cambia, tutto si trasforma.
Solo sussurri di echi lontani, sospiri di cuori malati,
di voci sillabate
e poi negate.
Tu, ubriaca del tuo amore folle,
rimani sorda ad ogni richiamo
cieca davanti all'evidenza
muta nel tuo silenzio.
Ed io, come gitana vago
nel giardino della mia vita
alla ricerca di qualche germoglio
ma raccolgo solo
rose insanguinate
e corone di spine.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!