Il cimitero della grande quercia

Un giorno camminai per un viale
c'era silenzio e pallida frescura
le foglie sparse sul prato tagliato
mi guardavano mute
nell'attesa.
Un pettirosso scese da un ramo
saltellando cercò qualcosa da beccare
un seme, una formica
un germoglio in fiore
caduto per terra da chissà dove.
Venne lenta la sera
come un ombra tra i cespugli
le croci di legno parlavano da sole
un pianto solitario cadeva dal cielo
abbandonato ad un lamento
malinconico come il destino.
Fronde, vecchie fronde
chiome senza più sorriso
perse nel disincanto
tra l'inizio e la fine
di chi è andato oltre il varco
scavalcando il confine
dimenticando il tempo
avaro di promesse.
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (2)
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Rosy Marchettini13 aprile 2011
Chi oltrepassa la linea dell'orizzonte è percgè ha terminato un viaggio, si ferma per cambiar abito, e riparte per altra meta... la Luce e di ciò che appartiene al terreno nulla ha più omportanza se non l'Amore Poesia che meriterebbe discussioni
mario calzolaro13 aprile 2011
la bellezza del componimento si intreccia con la profondità dei contenuti... forte e bella

