Occhi di velluto
Occhi di velluto
divorano il tuo viso
piccolo / scarno
senza sorriso
occhi di velluto
riflettono il dolore
sfilano le immagini
si annullano le ore
occhi di velluto
spenti nella notte
dopo un lampo di fuoco
impresso nella mente
...un gioco nella strada
un grido nella sera
e sangue e nero
e tenebre...
...bimbo senza sole...
...un gioco questa guerra
chi lancia ora la palla
e poi chi la riceve
non vede più la luce...
occhi di velluto
laghi già profondi
che riflettono il cielo
e non vedono l'azzurro
occhi di velluto
notte senza stelle
ha vinto questa guerra
ha mutilato Amore...
©
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L'autore
Maria Rosaria Teni
Laureata in Lettere con Lode presso l’Università del Salento, ha compiuto studi musicali al Conservatorio della città salentina, privilegiando in seguito la ricerca storico- musicologica ed in particolare l’approfondimento della musica del Settecento, in collaborazione con il Dipartimento di Storia Moderna dell’Univer
Commenti (1)
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Simona Scudeller14 aprile 2011
Ad una prima lettura superficiale questa poesia sembra un insieme di pensieri buttati giù per caso, ma se la si legge con attenzione, si entra negli spazi di silenzio e nelle pause, rivela una profonda sofferenza. Il velluto è una stoffa pesante, cela, chiude il passaggio alla luce e questi occhi di velluto, sono lo specchio dell'anima oscurato... piegato al pensiero di un amore perso. Sono molto affascinata da questa poesia.
