Dal tuo davanzale

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Sento una dolcezza carezzevole percorrere questi versi che sembrano dire: T'incontro spesso, continuamente, ...anche dove non ci sei, proprio lì, dove vorrei tu fossi, ...quanto mi manchi, dunque ti sogno, ...t'invento... con tutta la forza della mia immaginazione. Al di là dell'impossibile.
Se mi permetti ti commento coi versi di una mia poesia pubblicata a ottobre: "... dal setoso cuscino di taffetà al rosa del cielo il passo non è breve ma più arduo è lo sporgersi da un lato incomprensioni avute a precipizio dolenti si tengono per mano per non cadere ancora in un altrove" Mi ritrovo perfettamente dal punto di vista emotivo nella tua bellissima poesia.
ci sento un rapporto d'amore tra incomprensioni e voglia di ritrovarsi... il tutto espresso con la tua originale sagacia... grande poeta il Bilato
E' sempre così...un salto ad occhi chiusi e a braccia aperte. Difficile comprendere se la lucidità sta nel decidere il salto, nel saltare o forse nell'usare le scale... come sempre una poesia di grande effetto lirico ed emotivo!
Il BIlato con poche accorte parole riesce a esprimere chiari concetti che a altri autori costano lo spazio di un'intera "cartella"... Ti lascio e ti prendo per poi lasciarti e ancora cercarti... "così ci si rincorre". ""poi svolto e mi riprendo"" è assolutamente geniale. Amo questo autore più per le sue peculiarità umane che non per la sua poesia Vorrei comunque poter leggere di Aldo una lirica meno minimalista e maggiormente strutturata.
Mi permetto se mi è concesso di dissentire dal commento di Moreno per un semplice dettaglio... La grandezza di questa poesia è ciò che dici tu stesso all'inizio: si aprono porte su un immaginario immenso con pochissime righe, capacità estrema di condensazione, in una sola parola POESIA! Inutile ribadire la bravura evidente di Aldo che stavolta, devo ammettere, mi ha fatto creare intere scene nella testa, sono diventato quasi un regista mentale grazie a questi versi... Suonerà un'esagerazione e non vuole essere un paragone, ma è facile raccontare un botto di cose con tre cantiche, il bello sta per un lettore moderno, forse più nel pensare e immaginare grazie al flash di uno sprazzo veloce, fugace, così com'è la nostra realtà...
Troisi (Mario Ruoppolo) ne: "Il Postino", disse: "La Poesia... è di chi gli serve" - (sgrammaticando adorabilmente) ... Faccio mia quell'affermazione. E, in quel incontrarsi in un verso... svoltare l'angolo e rincorrersi... leggo la ricerca di quel "Sé" profondo, che non ci fa mai terminare il viaggio... ne forse iniziarlo.





