Tempo dispettoso
Luciano Tarabella
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Finito ir temporale, grazie a Dio,
metto un po' l'ossi al càrdo der solìcchio
e mentre sono lì mi sarta ir ticchio
di scrive' un sonettaccio a modo mio.
C'è una donna, mi pare, sur pendio
che cerca la borragine e il radicchio
e da lontano sembra un cannonicchio (1)
che spunta dalla rena. Sur bellìo
la mi' gatta sonnecchia indistubata,
e i cani spisciorettàno (2) in giardino
mentre mi godo un po' di primavera.
Ma ecco che ri'ambia la giornata
ir sole si riduce al lumicino,
ir vento riprincipia la bufera,
la gatta sarta via cor uno schizzo
e doppo tre séondi son di strizzo! (3)
1): cannolicchio, mollusco marino
2): la fanno in qua e là
3): bagnato fradicio
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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radicedi6419 aprile 2011
...e quando voglio ritrovare un bel sorriso autentico, che mi scaldi ben benino dentro, devo venire a leggerti!

