Dall'anima a dio
dall'anima mia rapita
scrivera' ancora per te la mia penna spuntata
dal fragore delle bombe cadute
del sangue che lascia... indelebile al suolo
di quelle brecce aperte in un muro
che di quel giorno altri non ho
che in quelle notti non penso che a te
non fugge il mio cuore quella perduta' realta'
che nasce col nome di liberta'
nel buio gelido delle notti senza fuoco
si stringe il mio corpo ad un lembo di stoffa
ad un corpo piccino forse quello di un bambino
ad una mamma che giace un poco piu' in la
mentre di fuori in quel brullo giardino
son secche le foglie han perso i colori
le rose son colte non vi sono piu' fiori
l'arida terra i suoi frutti non dona
ed il sole che pallido... si leva al mattino
non rende piu' dolce il tristo destino
una musica suona ma son storte le note
di uno strumento che gioia non dona
ma di certo con se porta la morte
senza l'orchestra né chi dirige le parti
va questo mondo in un vuoto incolmato
come un amore... che ha perso il pudore
come una stella che si spegne nel buio
di una notte infinita... e la luna è caduta
lo spazio nel cuore non lascia all'amore
ne' di conforto né lacrime pure
con egoismo ed animo avaro
incantata soltanto dal dio denaro
e dal potere con le sue brame
intrisa di sangue è la terra
intorno ovunque sia guerra
lo sposo è tradito la sposa è violata
senza di te l'umanita' tutta è perduta... finita
come una rosa ormai appassita.
©
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