Artista (Disequilibrio)
Marta Eligoreva Addari
72 poesie pubblicate
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Sono un pittore di Vento
che imbratta il Cielo
di passata Philophobia;
ho una tela di Sogno
che non so colorare,
è litografia del Sentire.
Riempirò il tuo candido
Foglio di Nero
e ne annullerò gli eccessi.
Vibrerai nella mia spatola,
affresco del Tutto.
Perduto nelle piene del Sublime Imprevedibile,
vagante aree convulso prematuri inverni;
ritrovato sentore putrido di Grazia,
chiarori lunari assecondano fragranze d'Illuso,
giacere nel tumulto, tumuli terrosi
rigide pale luccicanti di salvezza.
Decedere nei lumi per protrarsi nelle ombre,
pennellata riconquista spemi incantevoli
nel profumo del ciottolato vagliato, sereno;
arresto il peso della Decadenza
e mi ricreo nuove pelli, mentre un capello
m'asseconda nella stretta attanagliante,
Leggerezza.
Monti fragili accompagnano risalite
e l'Indefinito m'è accanto
mentre ridesto il mio Incanto,
acuendo il velato alludere,
aspettando considerazioni
di Perfezione inconsueta,
dipingendo i miei orizzonti.
©
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L'autore
Marta Eligoreva Addari
Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa render
Commenti (1)
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Azar Rudif28 aprile 2011
Versi molto particolari che lasciano un senso di indeterminato nel caos delle immagini. Come nella mente di un pittore l'opera è già percepita anche se ha davanti una tela ancora bianca.

