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Introspezione 5 febbraio 2013 · lettura 2 min · 1120 letture

Sangue dal dito

Marta Eligoreva Addari 72 poesie pubblicate
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Sangue dal dito È l'alcol che parla Geme il frutto del mattino Nevrosi appena captata Vorrei avanzare nel tempo Vorrei gattonare all'indietro Lo sguardo fisso innanzi Una standing ovation alla mia indifferenza Non manchi qui Assilli piuttosto Non basta un moto A riempire queste note Son flessibili per sogno E nulla vieta di distruggersi Quando tutto è instabile Amore, amore Perdo musicalità Seguo il delirio Le note Mentre avanzano Incespicano il gattonare Sto meglio ora M'amo T'amo Sono quello che sarei voluta essere Massime ambizioni Scrivo per rimembrare le incisioni Non per convinzione Ricordo versi sul tempo Perché purtroppo il tempo Se tempo diamo al tempo Porta alla demenza Che ogni parola musa Suggerisce alla mano ferita Si torna al sangue Mentre vivo, si vivo! Ogni secondo dello sfasamento ricercato Sei lontano E manchi molto Non mi inquieta la strada Mi inquieta l'ininquietudine L'appagamento, come direbbero senza render l'idea Gli amici della grammatica Quant'è giusto l'italiano Quant'è giusta la musicalità Ma se non vacillo nelle ansie L'è per amor della tua immagine? Stanca delle paranoie Stanca delle scritte Parole Consolano Stuprano Non ero io a vivere quel bacio quale bacio? Anni luce la distanza Fra me e Me Cosa sono, chi sono nel Novembre tormentato? Un riflesso Tutto assume Tutto sbatte altrove A volte fedele A volte risagomato Devo rendergli raggi Devo prender silenzio Devo inserirlo in terza persona Eliminare i limiti Parlare con l’infinito Bere Amico, come tu mi trasformi Io ti accolgo sotto ogni goccia.
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L'autore
Marta Eligoreva Addari

Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa render

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