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Introspezione 24 aprile 2011 · lettura 1 min · 2979 letture

Gocce al vetriolo

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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Trenta gocce di pioggia le ho contate una ogni giorno agonie di piombo sui vetri per una nuvola passeggera sempre la stessa che si suicida a oltranza Questo luogo di irrealtà s'é piantato nel tempo non voglio entrarci... e perché resto ancora mentre svanisce il fuoco dell'occhio? Carta da imballaggio... posso avvolgermi scivolare in un rifugio antipanico Attenta... non uscire finché il cielo non avrà gridato l'ultimo crampo
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (7)

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Silvia De Angelis24 aprile 2011

Senso di disagio che compare di tanto in tanto, cercando di stravolgere i nostri pensieri e anche se cerchiamo di non farci coinvolgere sembra, in qualche modo, contrastare il nostro agire immediato... Versi originalissimi, apprezzati

Midesa24 aprile 2011

grande sentire di difficolta'...di mare in tempesta d'affrontare con una semplice scialuppa... forza dei pensieri e bellezza dei versi in questa stupenda lirica

Rossella Gallucci24 aprile 2011

Molto particolare questa poesia, mi colpisce questo viaggio nel sé, è un cercare di toccare con mano le proprie debolezze, di affrontare le difficoltà. Interessante l'immagine della carta da imballaggio e del rifugio antipanico... rende proprio bene l'idea del disagio.

Giorgio Dello25 aprile 2011

Il disagio che assale raccontato divinamente in versi notevoli in una lirica di forza, originale e ben scritta!

S
Sadness25 aprile 2011

Quasi inquetudine trasmette questa ennesima stupenda tua lirica, molto apprezzata ...

mario calzolaro25 aprile 2011

...anche il dolore e l'angoscia hanno il loro fascino quando è Poesia che li illumina!

Emanuele Martina25 aprile 2011

molto intensa, ricca di inquietudine, originale, molto bella ed apprezzata, complimenti