Sensazioni instabili

Ancora tu, insolita malinconia che lacera l'inquieta anima,
inconsueta e struggente ombra del passato,
il ciclico ridivenire di antiche offuscate melodie,
e le ormai obliate gocce di cristallo,
languide figlie delle mie esauste pupille.
Meste e tristi mura son divenuti voli di bianchi gabbiani,
fievoli vortici di urla queste possenti ali d'aquile.
Contorni indefiniti ormai gli erranti sogni amari
ora impregnati di riprovevoli menzogne.
Instabile esistenza imprigionata nel debole filo delle parche
abbandonata al silente frastuono dell'accidia,
ormai spoglia dinanzi all'ingannevole destino.
Vagabondi istanti di fugace libertà
strappatemi dalla caducità di questa terra,
rendetemi immortale!
Lasciatemi l'effimero abbraccio del vento,
il fuggevole spensierato volo oltremare dei gabbiani,
le incatenate disillusioni dei sogni.
Concedetemi, per l'ultima volta,
il calore del silenzioso sorriso della sera.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli3 maggio 2011
bei versi... molto apprezzati e ben scritti... arrivano dritti al cuore del lettore
